Doxorubicin Accord® liposomal
Composizione
Principi attivi
Doxorubicina cloridrato.
Sostanze ausiliarie
(3-sn-fosfatidil)colina (HSPC)* idrogenata, N-(carbonil-metossipolietilenglicole 2000)-1,2-distearoil-sn-glicero-3-fosfoetanolamina sale sodico, colesterolo, istidina, saccarosio (E473), acido cloridrico (E507) (per l’aggiustamento del pH), sodio idrossido (E524) (per l’aggiustamento del pH), acqua per preparazioni iniettabili.
1 flaconcino da 20 mg/10 ml contiene al massimo 0,3190 mg di sodio e 1 flaconcino da 50 mg/25 ml contiene al massimo 0,7975 mg di sodio.
* da soia geneticamente modificata
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Concentrato per dispersione per infusione e.v., preparazione liposomiale polietilenglicolizzata (liposomiale pegilata):
flaconcini da 20 mg/10 ml e da 50 mg/25 ml (concentrazione 2 mg/ml).
Indicazioni/possibilità d’impiego
Trattamento di pazienti con carcinoma della mammella metastatico quando è indicata una monoterapia con antracicline.
Trattamento del carcinoma dell’ovaio avanzato in caso di insuccesso/recidiva dopo chemioterapia con paclitaxel e/o platino.
In associazione a bortezomib per il trattamento del mieloma multiplo in progressione in pazienti che hanno ricevuto in precedenza almeno un trattamento e che sono stati già sottoposti, o non sono idonei, a un trapianto di midollo osseo.
Per il trattamento del sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS, in pazienti con un basso numero di CD4 (linfociti CD4 <200/µl) e malattia a livello mucocutaneo o viscerale diffusa.
Doxorubicin Accord liposomal può essere utilizzato come chemioterapia sistemica di prima linea o di seconda linea in pazienti affetti da KS-AIDS con malattia già in stadio avanzato o in pazienti intolleranti ad un precedente trattamento chemioterapico sistemico di associazione con almeno due delle seguenti sostanze citostatiche: un alcaloide della vinca, bleomicina e doxorubicina (o un’altra antraciclina).
Posologia/impiego
Informazioni generali sulla posologia
Doxorubicin Accord liposomal deve essere somministrato solo sotto il controllo di un oncologo specializzato nella somministrazione di agenti citotossici.
Doxorubicin Accord liposomal non deve essere somministrato per via intramuscolare o per via sottocutanea.
Doxorubicin Accord liposomal non deve essere utilizzato in alternanza con altre formulazioni di doxorubicina cloridrato.
Doxorubicin Accord liposomal viene somministrato sotto forma di infusione endovenosa dopo diluizione. Per la preparazione del preparato per infusione e la somministrazione, vedere «Altre indicazioni per la manipolazione».
Per ridurre al minimo il rischio di reazioni correlate a infusione, la prima infusione deve essere somministrata in un tempo di 90 minuti (a una velocità non superiore a 1 mg/minuto) come segue: il 5% della dose totale deve essere somministrata lentamente durante i primi 15 minuti. Se tollerata senza reazioni, la velocità di infusione può essere raddoppiata per i successivi 15 minuti. Se tollerata, l’infusione può essere interrotta nel corso dell’ora successiva.
Le successive infusioni di Doxorubicin Accord liposomal possono poi essere somministrate in un tempo di 60 minuti a pazienti affette da carcinoma della mammella, dell’ovaio o in caso di mieloma multiplo, o in un tempo di 30 minuti a pazienti affetti da sarcoma di Kaposi AIDS-correlato.
Se il paziente manifesta possibili sintomi precoci di reazione correlata a infusione, l’infusione deve essere sospesa immediatamente e, se necessario, deve essere somministrata una terapia appropriata (antistaminici e/o corticosteroidi a breve durata d’azione). Dopo la risoluzione dei sintomi, l’infusione può essere ripresa alla velocità di 1 mg/min e proseguita come descritto sopra per la prima infusione (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia abituale
Pazienti con carcinoma della mammella/dell’ovaio
Doxorubicin Accord liposomal va somministrato per via endovenosa al dosaggio di 50 mg/m2nell’arco di 60 min una volta ogni 4 settimane. Il trattamento viene portato avanti fino a progressione della malattia e fino a quando la paziente è in grado di tollerare il trattamento.
Mieloma multiplo
Doxorubicin Accord liposomal viene somministrato al dosaggio di 30 mg/m2 il giorno 4 del regime terapeutico di bortezomib della durata di 3 settimane, tramite infusione endovenosa di 1 ora, immediatamente dopo l’infusione di bortezomib.
Il regime terapeutico di bortezomib è costituito da somministrazioni di 1,3 mg/m2 ai giorni 1, 4, 8 e 11 ogni 3 settimane. La somministrazione di bortezomib deve avvenire ad intervalli di almeno 72 ore. L’infusione del giorno 4 (Doxorubicin Accord liposomal e Bortezomib) può essere ritardata di 24-48 ore, se necessario dal punto di vista medico. La durata del trattamento dipende dalla risposta e dalla tollerabilità.
Sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS
Doxorubicin Accord liposomal va somministrato con un’endovenosa della durata di 30 min a dosi di 20 mg/m2 ogni 2-3 settimane. Evitare intervalli inferiori a 10 giorni, in quanto non si può escludere un accumulo del prodotto ed un aumento della tossicità. Per ottenere una risposta terapeutica si raccomanda di trattare i pazienti per un periodo di 2-3 mesi. Continuare il trattamento secondo necessità per mantenere la risposta terapeutica.
Aggiustamento della dose a causa di effetti indesiderati/interazioni
Doxorubicin Accord liposomal in monoterapia
Qualora si manifestino effetti indesiderati, quali ad esempio eritrodisestesia palmo-plantare (EPP), stomatite o tossicità ematologica, la dose può essere ridotta o la somministrazione posticipata (vedere Tabelle 1 + 2) per le pazienti con carcinoma della mammella o dell’ovaio (modifica dello schema terapeutico raccomandato di 4 settimane). In caso di eritrodisestesia palmo-plantare (EPP) o stomatite nei pazienti con sarcoma di Kaposi AIDS-correlato, lo schema terapeutico raccomandato di 2-3 settimane può essere modificato di conseguenza.
Tabella 1: Eritrodisestesia Palmo-Plantare, Stomatite
| Settimana dopo la dose precedente di Doxorubicin Accord liposomal |
Grado di tossicità | Settimana 4 | Settimana 5 | Settimana 6 |
Grado 1 | Somministrare la dose invariata, a meno che il paziente non abbia precedentemente manifestato una tossicità cutanea/mucosa di grado 3 o 4. In tal caso attendere un’altra settimana. | Somministrare la dose invariata, a meno che il paziente non abbia precedentemente manifestato una tossicità cutanea/mucosa di grado 3 o 4. In tal caso attendere un’altra settimana. | Ridurre la dose del 25%; ritornare all’intervallo di 4 settimane oppure – solo in caso di stomatite – interrompere il trattamento a discrezione del medico. |
Grado 2 | Attendere un’altra settimana. | Attendere un’altra settimana. | Ridurre la dose del 25%; ritornare all’intervallo di 4 settimane oppure – solo in caso di stomatite – interrompere il trattamento a discrezione del medico. |
Grado 3 | Attendere un’altra settimana. | Attendere un’altra settimana. | Sospendere definitivamente il trattamento. |
Grado 4 | Attendere un’altra settimana. | Attendere un’altra settimana. | Sospendere definitivamente il trattamento. |
Tabella 2: Tossicità ematologica (ANC e piastrine) - Pazienti con carcinoma della mammella o dell’ovaio
Grado di tossicità | Aggiustamento della dose |
Grado 1 | Continuare il trattamento senza riduzione della dose. |
Grado 2/3 | Attendere fino a che ANC ≥1500 e le piastrine ≥75 000; nessuna riduzione della dose. |
Grado 4 | Attendere fino a che ANC ≥1500 e le piastrine ≥75 000; ridurre la dose del 25% o continuare la dose completa con una terapia di supporto del fattore di crescita. |
A causa di tossicità ematologica, nei pazienti con sarcoma di Kaposi AIDS-correlato, gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati come segue: Sospendere temporaneamente il trattamento con Doxorubicin Accord liposomal quando la conta ANC è <1000/mm3 e/o la conta delle piastrine è <50 000/mm3. G-CSF (o GM-CSF) possono essere somministrati come terapia concomitante di supporto nei cicli successivi quando la conta ANC è inferiore a 1000/µl.
Nella terapia di combinazione Doxorubicin Accord liposomal e bortezomib, in caso di EPP e mucosite si applicano le dosi raccomandate nella Tabella 1, per gli altri effetti indesiderati, vedere la Tabella 3.
Tabella 3: Terapia di combinazione con Doxorubicin Accord liposomal e bortezomib in pazienti con mieloma multiplo
Condizioni del paziente | Doxorubicin Accord liposomal (Doxorubicin Accord liposomal viene somministrato il giorno 4 del ciclo di bortezomib) | Bortezomib* |
Febbre ≥38°C e ANC <1000/mm3 | Se si riscontra uno di questi valori prima del giorno 4 del ciclo di bortezomib: non somministrare Doxorubicin Accord liposomal nel ciclo corrente. In caso di riscontro dopo il giorno 4 del ciclo di bortezomib: ridurre la dose successiva di Doxorubicin Accord liposomal del 25%. | Ridurre la dose successiva del 25%. |
Conta piastrinica <25 000/mm3 Emoglobina <8 g/dl ANC <500/mm3 | Se si riscontra uno di questi valori prima del giorno 4 del ciclo di bortezomib: non somministrare Doxorubicin Accord liposomal nel ciclo corrente. In caso di riscontro dopo il giorno 4 e se bortezomib viene ridotto a causa di tossicità ematologica: ridurre la dose successiva di Doxorubicin Accord liposomal del 25%. Non somministrare bortezomib se si riscontra uno di questi valori. | Se 2 o più dosi di bortezomib non vengono somministrate in un ciclo, ridurre la dose di bortezomib del 25% nei cicli successivi. |
Tossicità non ematologica di grado 3 o 4 | Non somministrare Doxorubicin Accord liposomal fino a quando la tossicità non sia scesa al grado <2. Ridurre la dose del 25% in tutti i trattamenti successivi. | Non somministrare bortezomib fino a quando la tossicità non sia scesa al grado <2. Ridurre la dose del 25% in tutti i trattamenti successivi. |
Dolore neuropatico o neuropatia periferica | Nessun aggiustamento della dose. | Vedere l’Informazione professionale di bortezomib. |
*Per maggiori informazioni sul dosaggio e sugli aggiustamenti della dose di bortezomib vedere l’Informazione professionale sul medicamento di bortezomib.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Il dosaggio di Doxorubicin Accord liposomal deve essere ridotto nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, come segue: se all’inizio della terapia i valori della bilirubina sono compresi tra 1,2 e 3,0 mg/dl, la prima dose viene ridotta del 25%. Se il livello della bilirubina è >3,0 mg/dl, la prima dose viene ridotta del 50%. Se il paziente tollera la prima dose senza un aumento della bilirubina sierica o degli enzimi epatici, la dose del 2° ciclo può essere aumentata al successivo livello, cioè se la prima dose è stata ridotta del 25%, nel 2° ciclo viene aumentata al dosaggio pieno; se la prima dose è stata ridotta del 50%, nel 2° ciclo viene aumentata al 75% del dosaggio pieno. Se tollerato, il dosaggio può essere aumentato fino alla dose piena nei cicli successivi.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Doxorubicin Accord liposomal deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.
Pazienti splenectomizzati
Poiché non si ha alcuna esperienza sull’impiego di Doxorubicin Accord liposomal in pazienti sottoposti a splenectomia, se ne sconsiglia l’uso.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani non è raccomandato alcun particolare aggiustamento della dose.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l’efficacia di Doxorubicin Accord liposomal non sono state stabilite nei pazienti di età inferiore a 18 anni.
Controindicazioni
Ipersensibilità nota a doxorubicina cloridrato, arachidi o soia o a uno dei componenti di Doxorubicin Accord liposomal.
Intolleranza ad altri derivati delle antracicline o agli antracenedioni.
Qualsiasi forma di cardiomiopatia scompensata.
Infezioni floride.
Depressione midollare.
In pazienti già pretrattati con dosi massime cumulative di altre antracicline o antracenedioni.
Gravidanza e allattamento.
Doxorubicin Accord liposomal non deve essere utilizzato per il trattamento di un sarcoma di Kaposi AIDS-correlato che possa essere trattato in modo efficace con terapia locale o con alfa-interferone sistemico.
Avvertenze e misure precauzionali
Rischi cardiaci
I pazienti che ricevono Doxorubicin Accord liposomal devono essere sottoposti a un controllo clinico cardiologico di routine. L’ECG e la misurazione della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) per mezzo dell’ecocardiografia o, preferibilmente, per mezzo della scansione MUGA (angiografia a gate multipli) devono essere eseguiti di routine prima dell’inizio della terapia con Doxorubicin Accord liposomal e ripetuti periodicamente durante il trattamento. La valutazione della funzionalità ventricolare sinistra è obbligatoria prima di ogni successiva somministrazione di Doxorubicin Accord liposomal che superi una dose cumulativa di antraciclina di 600 mg/m2 (Doxorubicin Accord liposomal) in pazienti non precedentemente sottoposti a terapia con antracicline. Nei pazienti precedentemente trattati con antracicline o antracenedioni, le misurazioni della LVEF devono essere effettuate prima di ogni ulteriore somministrazione di Doxorubicin Accord liposomal che superi una dose cumulativa di 450 mg/m2 (doxorubicina, epirubicina). Ogni qualvolta si sospetti una cardiomiopatia, cioè quando la frazione di eiezione ventricolare sinistra sia sostanzialmente diminuita rispetto al valore prima del trattamento e/o la frazione di eiezione ventricolare sinistra sia inferiore al valore rilevante da un punto di vista prognostico (ad es. <45%), si può considerare una biopsia endomiocardica. In tal caso il beneficio del proseguimento della terapia deve essere attentamente valutato rispetto al rischio di sviluppare un danno cardiaco irreversibile.
I test di valutazione e i metodi sopra descritti per il monitoraggio della performance cardiaca durante la terapia con antracicline devono essere utilizzati nel seguente ordine: monitoraggio con ECG, misurazione della frazione di eiezione ventricolare sinistra, biopsia endomiocardica. Se il risultato di un test indica un possibile danno cardiaco, il beneficio di continuare la terapia deve essere attentamente valutato rispetto al rischio di una lesione miocardica.
Cambiamenti transitori del tracciato ECG, quali appiattimento dell’onda T, sottoslivellamento del tratto S-T e aritmie benigne non sono da considerare indicazioni vincolanti per la sospensione della terapia con Doxorubicin Accord liposomal. Tuttavia la riduzione del complesso QRS è considerato il marcatore più indicativo di tossicità cardiaca.
L’insufficienza cardiaca congestizia dovuta a cardiomiopatia può insorgere improvvisamente, senza precedenti alterazioni dell’ECG, e può manifestarsi anche a distanza di diverse settimane dal termine della terapia.
Ai pazienti con malattie cardiovascolari all’anamnesi Doxorubicin Accord liposomal va somministrato solo quando i benefici per il paziente sono maggiori del rischio.
Prestare cautela nei pazienti con funzionalità cardiaca compromessa in trattamento con Doxorubicin Accord liposomal.
La dose totale di doxorubicina cloridrato deve inoltre tenere conto di eventuali terapie precedenti o concomitanti con sostanze affini come ad es. la daunorubicina (vedere «Controindicazioni» e l’inizio del paragrafo «Rischi cardiaci») o altri composti cardiotossici come ad es. il 5-fluorouracile.
Mielosoppressione
Nei pazienti trattati con doxorubicina liposomiale pegilata sono stati osservati sintomi di mielosoppressione come anemia, trombocitopenia, leucopenia e raramente neutropenia febbrile.
Pertanto i controlli periodici dell’emocromo devono essere eseguiti frequentemente durante il trattamento con Doxorubicin Accord liposomal o quantomeno prima di ogni somministrazione di una dose di Doxorubicin Accord liposomal. Gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati come indicato in «Posologia/impiego».
Molti pazienti trattati con Doxorubicin Accord liposomal presentano già un’emopoiesi compromessa a causa della malattia da HIV, legata ai medicamenti o alle metastasi ossee.
A differenza dell’esperienza nelle pazienti con carcinoma della mammella o dell’ovaio, la mielosoppressione nei pazienti con sarcoma di Kaposi AIDS-correlato sembra essere un effetto indesiderato dose-limitante.
Pazienti con metastasi del fegato
Nei pazienti affetti da metastasi del fegato con concomitante aumento della bilirubina e degli enzimi epatici (fino a 4 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità), prima della somministrazione di Doxorubicin Accord liposomal occorre eseguire i consueti esami clinici di laboratorio utilizzati per valutare la funzionalità epatica, come ad esempio ALT/AST, fosfatasi alcalina e bilirubina.
Reazioni correlate a infusione
Entro pochi minuti dall’inizio dell’infusione di Doxorubicin Accord liposomal, possono verificarsi reazioni all’infusione gravi e talvolta pericolose per la vita del paziente. Esse sono caratterizzate da reazioni anafilattoidi o di tipo allergico, con sintomi che includono reazioni in sede di iniezione, eruzione cutanea, prurito, orticaria, edema facciale, sensazione costrizione al petto e alla gola, faringite, dispnea, dolore toracico, asma, vasodilatazione, vampate di calore, sudorazione, ipotensione, ipertensione, tachicardia, cefalea, febbre, brividi e/o mal di schiena. In casi molto rari sono state osservate anche convulsioni. In genere, questi sintomi si risolvono con una sospensione temporanea dell’infusione e non necessitano di trattamento. Tuttavia, i medicamenti per trattare questi sintomi (ad es. antistaminici, corticosteroidi, adrenalina e anticonvulsivanti) nonché l’attrezzatura d’emergenza devono essere sempre a portata di mano. Nella maggior parte dei pazienti, il trattamento può essere ripreso a una velocità più lenta (non superiore a 1 mg/min) una volta che tutti i sintomi sono scomparsi e non si ripresentano più. Per ridurre al minimo il rischio di reazioni all’infusione, la prima infusione deve essere somministrata come indicato in «Posologia/impiego». Le reazioni all’infusione dopo il primo ciclo di trattamento sono rare.
Malattia polmonare interstiziale (ILD)
La malattia polmonare interstiziale (ILD), che può avere un esordio acuto, è stata osservata in pazienti trattati con doxorubicina liposomiale pegilata, inclusi casi fatali. Se i pazienti manifestano un peggioramento dei sintomi respiratori come dispnea, tosse secca e febbre, il trattamento con Doxorubicin Accord liposomal deve essere interrotto e il paziente deve essere prontamente esaminato. Se l’ILD è confermata, Doxorubicin Accord liposomal deve essere interrotto e il paziente deve essere adeguatamente trattato.
Pazienti con carcinoma della mammella e dell’ovaio
L’effetto indesiderato più frequentemente documentato negli studi clinici sul carcinoma della mammella e dell’ovaio è stato l’eritrodisestesia palmo-plantare (EPP). L’incidenza complessiva dei casi di EPP riportati è stata del 46,9%, manifestazioni gravi (grado III) sono stata riportate nel 19% dei casi. La frequenza documentata di casi pericolosi per la vita (grado IV) era <1%. La EPP ha richiesto l’interruzione definitiva del trattamento nel 3,7%-7,0% delle pazienti. L’EPP è caratterizzata da eruzioni cutanee maculari arrossate e dolorose. Nelle pazienti che manifestano questo evento, esso viene osservato generalmente dopo due o tre cicli di trattamento. Un miglioramento si verifica generalmente dopo una o due settimane con o senza trattamento con corticosteroidi; in alcuni casi per la completa scomparsa della manifestazione possono essere necessarie fino a 4 settimane o più. Per la profilassi e il trattamento della EPP è stata utilizzata piridossina a una dose di 50-150 mg al giorno. Altre strategie per prevenire e trattare l’EPP includono: mantenere freschi mani e piedi esponendoli ad acqua fredda (maniluvi/pediluvi, bagni in vasca o nuoto), evitare calore eccessivo/acqua troppo calda e costrizioni (evitare calze, guanti o scarpe stretti). Il rischio di EPP sembra dipendere principalmente dalla dose e dai tempi somministrazione e può essere ridotto prolungando l’intervallo di somministrazione di Doxorubicin Accord liposomal di 1-2 settimane o riducendo la dose di Doxorubicin Accord liposomal (vedere «Posologia/impiego», Tabella 1). Questa reazione può essere grave in alcuni pazienti, con conseguenze avverse significative e la necessità di interrompere il trattamento.
Neoplasie orali secondarie
Sono stati riportati casi molto rari di neoplasie orali secondarie nei pazienti con esposizione a lungo termine (più di un anno) a doxorubicina liposomiale pegilata o in coloro che hanno ricevuto una dose cumulativa di doxorubicina liposomiale pegilata superiore a 720 mg/m2. Questi casi sono stati diagnosticati sia durante il trattamento con doxorubicina liposomiale pegilata che fino a 6 anni dopo l’ultima dose. I pazienti devono essere controllati ad intervalli regolari per la presenza di ulcerazioni orali o qualsiasi disturbo orale che può indicare un tumore orale secondario.
Sarcoma di Kaposi
Le esperienze nella terapia di seconda linea del sarcoma di Kaposi AIDS-correlato sono limitate.
Pazienti diabetici
Occorre osservare che ogni flaconcino di Doxorubicin Accord liposomal contiene saccarosio (100 mg/ml) e che Doxorubicin Accord liposomal si somministra diluito in una soluzione di glucosio al 5% (50 mg/ml).
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Non sono stati condotti studi di interazione con Doxorubicin Accord liposomal. È indicata cautela nell’impiego concomitante di medicamenti per i quali sono note interazioni con la doxorubicina cloridrato convenzionale.
Doxorubicin Accord liposomal, al pari di altre preparazioni a base di doxorubicina cloridrato, può potenziare la tossicità di altre terapie citostatiche. Non sono state osservate nuove tossicità additive in pazienti con carcinoma dell’ovaio o della mammella trattate in concomitanza con ciclofosfamide o taxani. Nei pazienti affetti da sarcoma di Kaposi AIDS-correlato, con la doxorubicina cloridrato convenzionale sono stati osservati un peggioramento della cistite emorragica indotta dalla ciclofosfamide e un aumento dell’epatotossicità della 6-mercaptopurina. Richiede inoltre cautela la somministrazione concomitante di altre sostanze citotossiche, in particolare medicamenti mielotossici.
Gravidanza, allattamento
Donne in età fertile/misure contraccettive negli uomini e nelle donne
A causa del potenziale genotossico della doxorubicina cloridrato (vedere paragrafo «Dati preclinici»), le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Doxorubicin Accord liposomal e per 8 mesi dopo il completamento del trattamento.
Si raccomanda agli uomini di utilizzare misure contraccettive efficaci e di non procreare durante il trattamento con Doxorubicin Accord liposomal e per 6 mesi dopo il completamento del trattamento.
Gravidanza
Doxorubicina liposomiale pegilata è embriotossica e teratogena nei ratti ed embriotossica e abortiva nei conigli. Doxorubicina liposomiale pegilata causa atrofia testicolare nei ratti e nei cani dopo dosi multiple. Con i preparati a base di doxorubicina convenzionale sono stati osservati disturbi della spermatogenesi nell’uomo e negli animali.
Non vi sono esperienze con doxorubicina liposomiale pegilata nelle donne in gravidanza. Doxorubicin Accord liposomal è controindicato durante la gravidanza.
Allattamento
Non è noto se la doxorubicina liposomiale pegilata venga escreta nel latte materno. A causa della possibilità di gravi effetti collaterali di Doxorubicin Accord liposomal sui neonati allattati al seno, non si deve allattare al seno durante il trattamento con Doxorubicin Accord liposomal.
In nessun caso le donne con infezione da HIV devono allattare i propri figli per evitare di trasmettere l’HIV.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Doxorubicin Accord liposomal può causare effetti indesiderati come sonnolenza, capogiri, nausea e vomito. I pazienti che lamentano tali effetti collaterali devono evitare di guidare e utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più frequentemente osservati nelle pazienti con carcinoma della mammella e dell’ovaio (50 mg/m2 ogni 4 settimane) sono: eritrodisestesia palmo-plantare (EPP), stomatite, mucosite e nausea. Nel programma KS-AIDS (20 mg/m2 ogni 2 settimane), la mielosoppressione (soprattutto leucopenia) è stato l’effetto indesiderato più comune.
Gli effetti indesiderati più comuni nei pazienti affetti da mieloma multiplo trattati con una combinazione di doroxubicina liposomiale pegilata (30 mg/m2) e bortezomib sono stati nausea (40%), diarrea (35%), neutropenia (33%), trombocitopenia (29%), vomito (28%), stanchezza (27%) e stipsi (22%). L’eritrodisestesia palmo-plantare si è verificata nel 16% dei pazienti con mieloma multiplo. Ad eccezione della EPP, questi effetti indesiderati si sono verificati più frequentemente con il trattamento combinato che con la monoterapia.
Nei pazienti con mieloma multiplo, la somministrazione di bortezomib e Doxorubicin Accord liposomal prevista al giorno 4 può essere ritardata fino a 48 ore se necessario dal punto di vista medico. Bortezomib deve essere somministrato a distanza di almeno 72 ore.
Altri effetti indesiderati importanti sono le reazioni correlate a infusione (vedere «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Effetti indesiderati per classe sistemico-organica negli studi condotti su pazienti affette da carcinoma della mammella e dell’ovaio (monoterapia con doxorubicina liposomiale pegilata), sarcoma di Kaposi AIDS-correlato (monoterapia con doxorubicina liposomiale pegilata) o mieloma multiplo (trattamento combinato doxorubicina liposomiale pegilata + bortezomib) o durante la sorveglianza di post-marketing:
«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000) e molto raro (<1/10 000).
Infezioni e malattie parassitarie
Comune: faringite, infezioni, infezione delle vie respiratorie superiori, candidosi orale, Herpes zoster, Herpes simplex, polmonite.
Non comune: infezioni delle vie respiratorie inferiori, infezioni della cute, infezioni micotiche, infezione delle vie urinarie, follicolite, rinofaringite, sepsi.
Tumori benigni, maligni e non specificati (incl. cisti e polipi)
Molto raro: carcinoma orale secondario (vedere il paragrafo seguente «Tutti i pazienti»).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune: neutropenia (25,6%, grado III/IV: 14,2%), anemia (21,6%, grado III/IV: 5,1%), leucopenia (18,4%, grado III/IV: 5,7%), trombocitopenia (13,9%, grado III/IV: 7,1%).
Comune: neutropenia febbrile, trombocitopenia.
Non comune: linfopenia, anemia ipocromica.
Disturbi del sistema immunitario
Comune: reazione correlata a infusione (9%), reazione allergica.
Non comune: anafilassi, reazioni anafilattoidi.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune: anoressia (13,0%, grado III/IV: 0,9%).
Comune: disidratazione, riduzione dell’appetito, calo ponderale, ipokaliemia.
Non comune: iperkaliemia, ipomagnesiemia, iponatremia, ipocalcemia, cachessia.
Disturbi psichiatrici
Comune: ansia, insonnia, depressione.
Patologie del sistema nervoso
Comune: mal di testa, parestesia, neuropatia periferica, polineuropatia, capogiri, disgeusia.
Non comune: andatura alterata, letargia, ipoestesia, disestesia, sincope.
Patologie dell’occhio
Comune: congiuntivite.
Non comune: aumento della lacrimazione, occhi irritati, secchi o dolore agli occhi, disturbi visivi.
Patologie cardiache
Comune: frazione di eiezione ridotta (nel mieloma multiplo).
Non comune: aritmia ventricolare, frazione di eiezione ridotta (nel carcinoma della mammella e dell’ovaio e nel sarcoma di Kaposi AIDS-correlato), palpitazioni, insufficienza cardiaca, cardiotossicità, arresto cardiaco, blocco di branca destra.
Raro: blocco atrioventricolare, cianosi, disturbi della conduzione.
Patologie vascolari
Comune: vasodilatazione, ipotensione, ipotensione ortostatica, flushing.
Non comune: ipertensione, tromboflebite, trombosi venosa (vedere il paragrafo seguente «Tutti i pazienti»).
Raro: emboliapolmonare (vedere il paragrafo seguente «Tutti i pazienti»).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: dispnea, tosse.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea (38,5%, grado III/IV: 3,3%), stomatite (28,1%, grado III/IV: 5,5%), vomito (24,3%, grado III/IV: 3,7%), diarrea (17,4%, grado III/IV: 3,0%), stipsi (14,4%, grado III/IV: 0,7%).
Comune: dolore addominale, dolore alla parte superiore dell’addome, dispepsia, disfagia, ulcerazione della bocca, bocca secca, alterazione del gusto, esofagite, gastrite, epistassi, mucosite.
Non comune: flatulenza, dolore orale, gengivite.
Affezioni epatobiliari
Comune: AST aumentata.
Non comune: bilirubina totale aumentata, ALT aumentata.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: EPP (sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare, sindrome mano-piede, 37,7%, grado III: 19%, grado IV: <1%), eruzione cutanea (17,3%, grado III/IV: 2,4%), disturbi delle mucose (solo pazienti con carcinoma dell’ovaio, 14,5%, grado III/IV: 3,1%), alopecia (13,4%, grado III/IV: 0,6%).
Comune: cute secca, alterazioni del colore della pelle, pigmentazione anomala, eritema, prurito, eruzione cutanea vescicolo-bollosa, eruzione cutanea maculopapulare, dermatite, dermatite esfoliativa, disturbo della pelle, alterazioni ungueali, esfoliazione cutanea.
Non comune: sudorazione, acne, orticaria, ecchimosi, ulcerazione cutanea, esantema.
Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, cheratosi lichenoide (vedere il paragrafo seguente «Tutti i pazienti»).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: dolori alla schiena, mialgia, dolori scheletrici, dolori articolari, dolori toracici, spasmi muscolari.
Non comune: dolore osseo.
Patologie renali e urinarie
Non comune: creatinina sierica elevata, disuria.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: dolore mammario, infezione vaginale, eritema allo scroto.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione, reazioni in sede di applicazione
Molto comune: astenia (23,3%, grado III/IV: 4,9%), fatica (13,2%, grado III/IV: 1,6%), febbre (11,6%, grado III/IV: 0,5%).
Comune: alterazioni delle mucose, dolore, brividi, malessere, edema periferico, malattia simil-influenzale, ipertermia, disidratazione.
Reazioni avverse al medicamento per classe di organi nei pazienti con sarcoma di Kaposi AIDS-correlato non osservate nelle altre indicazioni:
Disturbi psichiatrici
Comune: confusione.
Patologie dell’occhio
Comune: retinite.
Patologie gastrointestinali
Comune: glossite.
Le infezioni opportunistiche più frequentemente osservate negli studi clinici sono state candidosi, citomegalovirus, herpes simplex, polmonite da Pneumocystis jirovecii e mycobacterium avium complex.
Determinate alterazioni dell’emocromo erano più frequenti nei pazienti con sarcoma di Kaposi AIDS-correlato rispetto alle altre indicazioni: leucopenia (61,2%), anemia (55,4%), neutropenia (48,9%) e trombocitopenia (comune).
Tutti i pazienti
I pazienti oncologici sono a maggior rischio di tromboembolia. Nei pazienti trattati con doxorubicina liposomiale pegilata sono stati osservati occasionalmente casi di tromboflebite e trombosi venosa, nonché rari casi di embolia polmonare.
Negli studi clinici condotti con doxorubicina liposomiale pegilata si è occasionalmente verificata una dermatite da richiamo di radiazioni con l’uso di doxorubicina liposomiale pegilata.
Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing
Dopo l'introduzione sul mercato della doxorubicina liposomiale pegilata, sono state segnalate molto raramente manifestazioni cutanee gravi, tra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e cheratosi lichenoide.
Molto raramente sono stati segnalati casi di carcinoma orale secondario in pazienti in trattamento a lungo termine (da più di un anno) con doxorubicina liposomiale pegilata o a cui sia stata somministrata una dose cumulativa di doxorubicina liposomiale pegilata superiore a 720 mg/m2.
La malattia polmonare interstiziale (ILD), che può avere un esordio acuto, è stata osservata in pazienti trattati con doxorubicina liposomiale pegilata, inclusi casi fatali; la frequenza non è nota.
Leucemia mieloide acuta secondaria e sindrome mielodisplastica
Come con altri principi attivi antineoplastici che danneggiano il DNA, sono stati segnalati rari casi di leucemia mieloide acuta secondaria e di sindrome mielodisplastica in pazienti sottoposti a trattamento combinato con doxorubicina. Pertanto, ogni paziente in trattamento con doxorubicina deve essere sottoposto a monitoraggio ematologico.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Il sovradosaggio acuto di doxorubicina liposomiale pegilata peggiora gli effetti tossici di mucosite, leucopenia e trombocitopenia.
Trattamento
Il trattamento del sovradosaggio acuto nei pazienti gravemente mielodepressi richiede ricovero in ambiente ospedaliero, somministrazione di antibiotici, trasfusione di piastrine e granulociti e trattamento sintomatico della mucosite.
Proprietà/effetti
Codice ATC
L01DB01
Meccanismo d’azione
Il principio attivo di Doxorubicin Accord liposomal è la doxorubicina cloridrato, un antibiotico citotossico del gruppo delle antracicline ottenuto dallo Streptomyces peucetius var. caesius. Per effetto dell’intercalazione nel DNA, inibisce la sintesi degli acidi nucleici attraverso il blocco della topoisomerasi II e pertanto anche la sintesi proteica della cellula, con conseguente azione citotossica.
Farmacodinamica
Doxorubicin Accord liposomal è una dispersione rossa acquosa liposomiale contenente doxorubicina cloridrato. I liposomi contenenti doxorubicina sono polietilenglicolizzati, hanno cioè catene di metossipolietilenglicole (MPEG) legate alla loro superficie. Queste formano uno strato idrofilo che si ritiene protegga i liposomi dalla fagocitosi da parte dei macrofagi, consentendo loro di circolare più a lungo nel flusso sanguigno. Allo stesso tempo, questi liposomi polietilenglicolizzati sono sufficientemente piccoli (circa 100 nm) da passare intatti attraverso i vasi sanguigni difettosi dei tumori e accumularsi nel tessuto tumorale. La doxorubicina cloridrato rimane incapsulata nei liposomi per tutto il tempo in cui questi circolano nel sangue e viene rilasciata nei tessuti solo dopo la fuoriuscita dei liposomi.
Efficacia clinica
Carcinoma della mammella metastatico
In uno studio randomizzato di fase III sulla doxorubicina liposomiale pegilata rispetto alla doxorubicina cloridrato condotto in 509 pazienti con carcinoma della mammella metastatico è stata dimostrata l’equivalenza terapeutica. La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 6,9 vs 7,8 mesi. L’HR («Hazard Ratio») è risultato pari a 1,00 (intervallo di confidenza al 95% 0,82-1,22). La sopravvivenza globale mediana è stata di 21 vs 22 mesi e il tasso di risposta è stato del 33% vs il 38%.
Effetti collaterali cardiaci (definiti come riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) di 20 punti al basale normale o di 10 punti al basale patologico) si sono verificati in 10/254 pazienti che hanno ricevuto doxorubicina liposomiale pegilata (50 mg/m2 ogni 4 settimane) e in 48/255 pazienti che hanno ricevuto doxorubicina (60 mg/m2 ogni 3 settimane) in questo studio. Nessuna delle 10 pazienti trattate con doxorubicina liposomiale pegilata ha sviluppato segni di insufficienza cardiaca congestizia, ma 10 delle 48 pazienti trattate con doxorubicina hanno avuto sintomi di insufficienza cardiaca congestizia. Il rischio di sviluppare un evento cardiaco è risultato significativamente inferiore con la terapia con doxorubicina liposomiale pegilata rispetto alla terapia con doxorubicina, a seconda della dose cumulativa di antracicline (HR [doxorubicina/doxorubicina liposomiale pegilata] = 3,16, p <0,001). Con dosi cumulative di antracicline comprese tra 450 mg/m2 e 600 mg/m2, non è stato riscontrato un aumento del rischio di tossicità cardiaca con doxorubicina liposomiale pegilata. Una progressione verso l’insufficienza cardiaca è stata osservata con doxorubicina liposomiale pegilata in 2 pazienti, una delle quali aveva una malattia cardiaca preesistente (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Nelle pazienti trattate con una dose di 50 mg/m2/ciclo e una dose cumulativa di antracicline fino a 1532 mg/m2, l’incidenza di disfunzioni cardiache clinicamente rilevanti è stata bassa. Su 418 pazienti con LVEF diagnosticata, 88 pazienti avevano una dose cumulativa di antracicline >400 mg/m2. Solo 13 di queste 88 pazienti (15%) hanno avuto almeno una variazione clinicamente rilevante della LVEF (valore della LVEF inferiore al 45% o diminuzione di almeno 20 punti rispetto al valore iniziale). In una paziente (dose cumulativa di antracicline di 944 mg/m2), il trattamento dello studio è stato interrotto a causa di sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia.
In 8 pazienti affette da un tumore solido in trattamento con dosi cumulative di antracicline (doxorubicina liposomiale pegilata) di 509 mg/m2-1680 mg/m2, la biopsia endomiocardica ha mostrato punteggi di cardiotossicità di Billingham di grado 0-1,5. Questi punteggi sono coerenti con una cardiotossicità assente o lieve.
In uno studio comparativo di fase III sulla doxorubicina liposomiale pegilata vs vinorelbina o mitomicina C + vinblastina, sono state trattate 301 pazienti con carcinoma della mammella avanzato che non avevano risposto a un regime di trattamento contenente taxolo. La sopravvivenza libera da progressione è risultata equivalente per doxorubicina liposomiale pegilata e il comparatore attivo, con 2,86 verso 2,53 mesi. L’HR (Hazard Ratio) è risultato pari a 1,26 (intervallo di confidenza al 95% 0,98-1,62, p = 0,11).
Carcinoma dell’ovaio avanzato
La doxorubicina liposomiale pegilata è stata confrontata con topotecan in uno studio di fase III su 474 pazienti con carcinoma dell’ovaio che non avevano risposto alla terapia di prima scelta a base di platino. Per le pazienti valutabili, la doxorubicina liposomiale pegilata si è dimostrata superiore a topotecan rispetto all’endpoint primario del tempo alla progressione (rapporto di progressione 1,262, intervallo di confidenza al 90% 1,062-1,500, p = 0,026). Per l’intera popolazione ITT, il tasso di sopravvivenza globale con doxorubicina liposomiale pegilata è risultato almeno equivalente a topotecan, con un quoziente della sopravvivenza globale di 1,121 (intervallo di confidenza al 90% 0,920-1,367, p = 0,34) a favore della doxorubicina liposomiale pegilata.
Per i sottogruppi platino-responsivi della popolazione ITT definita nel protocollo di studio, la doxorubicina liposomiale pegilata è risultata significativamente superiore in termini di tempo alla progressione e tasso di sopravvivenza globale (rapporto di progressione 1,349, p = 0,037, intervallo di confidenza al 90% 1,065-1,709, media 202 e 163 giorni; rapporto relativo alla sopravvivenza globale 1,720, intervallo di confidenza al 90% 1,222-2,422, p <0,01, media 756 e 498 giorni).
Benché il dolore dovuto all’eritrodisestesia palmo-plantare sia più comune nei pazienti trattati con doxorubicina liposomiale pegilata, raramente questo ha portato all’interruzione prematura della terapia. Nell’analisi della sopravvivenza, la doxorubicina liposomiale pegilata è risultata superiore a topotecan in considerazione dei parametri della qualità di vita come tossicità e progressione.
Mieloma multiplo
Uno studio multicentrico, randomizzato, a gruppi paralleli, in aperto, condotto su 646 pazienti con mieloma multiplo in progressione dopo una precedente terapia, ha confrontato la terapia di combinazione con doxorubicina liposomiale pegilata più bortezomib rispetto alla monoterapia con bortezomib. Il tempo mediano alla progressione (time to progression, TTP) è stato di 6,5 mesi per i pazienti in monoterapia con bortezomib rispetto a 9,3 mesi per i pazienti in terapia combinata con doxorubicina liposomiale pegilata più bortezomib (HR 1,82, IC 95% 1,41, 2,35, p <0,0001).
Il tasso di risposta è stato del 43% vs il 48%, con un tasso di risposta completa (complete response, CR) del 3% vs il 5%. La sopravvivenza globale mediana non è stata ancora determinata (HR 1,4, IC 95% 1,002, 1,972, p = 0,048).
Farmacocinetica
La farmacocinetica della doxorubicina liposomiale pegilata differisce significativamente dalla farmacocinetica delle preparazioni convenzionali di doxorubicina cloridrato. A bassi dosaggi (10 mg/m2-20 mg/m2) la doxorubicina liposomiale pegilata è caratterizzata da una farmacocinetica lineare e a dosaggi fino a 60 mg/2 la doxorubicina liposomiale pegilata è caratterizzata da una farmacocinetica non lineare.
Assorbimento
Non applicabile.
Distribuzione
La doxorubicina liposomiale pegilata rimane principalmente confinata nel volume del fluido vascolare, il volume di distribuzione centrale medio è di 1,93 l/m2 (range: 0,96-3,85 l/m2), equivalente al volume plasmatico. La doxorubicina convenzionale mostra invece una distribuzione tissutale pronunciata (volume di distribuzione 700-1100 l/m2). A dosi comparabili, le concentrazioni plasmatiche e i valori di AUC sono significativamente più elevati con la doxorubicina liposomiale pegilata rispetto ai preparati convenzionali di doxorubicina. Il 90-95% della doxorubicina misurata nel sangue è incapsulata nei liposomi.
Metabolismo
In termini di metabolismo, la doxorubicina liposomiale pegilata non differisce dai preparati convenzionali di doxorubicina: la doxorubicina viene parzialmente metabolizzata. Il metabolita principale è il doxorubicinolo attivo (= adriamicina = 13-OH-doxorubicina). Il metabolismo avviene a livello sia epatico sia extraepatico attraverso un’aldo-cheto-reduttasi NADPH-dipendente.
Eliminazione
L’eliminazione avviene come per la doxorubicina convenzionale principalmente attraverso la bile e le feci, in forma immutata e come metabolita (doxorubicinolo). La clearance della doxorubicina liposomiale pegilata è dipendente dal sistema di trasporto liposomiale ed è di 0,030 l/h/m2 (range 0,008-0,152 l/h/m2), l’emivita è di 73,9 h (range: 24-231 h). In confronto, l’eliminazione della doxorubicina convenzionale è rapida (clearance 24-73 l/h/m2).
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Sono disponibili solo dati limitati nei pazienti con insufficienza epatica.
La farmacocinetica della doxorubicina liposomiale pegilata, determinata in un piccolo numero di pazienti con bilirubina totale elevata (fino a 4 mg/dl), non differiva da quella dei pazienti con bilirubina totale normale.
Disfunzioni renali
Le analisi di diversi gruppi di pazienti confermano che le variazioni della funzionalità renale nell’intervallo studiato (clearance stimata della creatinina 30-156 ml/min) non influiscono sulla farmacocinetica della doxorubicina liposomiale pegilata. Non sono disponibili dati farmacocinetici per i pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.
Pazienti anziani
L’età (gruppi d’età studiati: 21-75 anni) non comporta variazioni significative nella farmacocinetica della doxorubicina liposomiale pegilata.
Bambini e adolescenti
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica in età pediatrica.
Dati preclinici
Mutagenicità
Non sono stati effettuati studi con doxorubicina liposomiale pegilata. È nota la mutagenicità di doxorubicina cloridrato. I liposomi placebo pegilati non sono né mutageni né genotossici.
Cancerogenicità
Non sono stati effettuati studi la con doxorubicina liposomiale pegilata. È nota la cancerogenicità della doxorubicina cloridrato.
Tossicità per la riproduzione
La doxorubicina liposomiale pegilata dopo una dose singola di 36 mg/kg nel topo ha determinato atrofia ovarica e testicolare di grado lieve-moderato. Calo del peso testicolare e ipospermia erano presenti nei ratti trattati con dosi ripetute ≥0,25 mg/kg/die. Nei cani è stata osservata, dopo somministrazione di dosi ripetute di 1 mg/kg/die, una diffusa degenerazione dei tubuli seminiferi e un marcato calo della spermatogenesi.
Altri dati (tossicità locale, fototossicità, immunotossicità)
Nefrotossicità
Uno studio ha mostrato che un’unica somministrazione endovenosa di doxorubicina liposomiale pegilata di oltre il doppio della dose clinica determina tossicità renale nelle scimmie. La tossicità renale è stata osservata persino con singole somministrazioni a dosi inferiori di doxorubicina cloridrato in ratti e conigli.
Tossicità cutanea
In studi condotti con somministrazione ripetuta di doxorubicina liposomiale pegilata su ratti e cani sono stati osservati, a dosi clinicamente rilevanti, gravi infiammazioni a livello del derma e formazioni ulcerose. Nello studio sul cane l’incidenza e la gravità di queste lesioni sono state ridotte abbassando la dose o prolungando gli intervalli tra le dosi. Lesioni dermiche analoghe, che sono descritte come eritrodisestesia palmo-plantare, sono state osservate anche in pazienti dopo infusione endovenosa a lungo termine (vedere il paragrafo «Effetti indesiderati»).
Risposta anafilattoide
Durante gli studi di tossicologia per dosi ripetute condotti sul cane, è stata osservata dopo la somministrazione di liposomi pegilati (placebo) una risposta acuta caratterizzata da ipotensione, mucose pallide, salivazione, emesi e periodi di iperattività seguiti da ipoattività e letargia. Una risposta analoga, ma meno grave, è stata riscontrata in cani trattati con doxorubicina liposomiale pegilata e doxorubicina standard. La risposta ipotensiva è stata ridotta di intensità con un pretrattamento a base di antistaminici. Tuttavia, la risposta non ha posto in pericolo di vita i cani, che hanno recuperato rapidamente dopo sospensione del trattamento.
Altre indicazioni
Incompatibilità
L’uso di un diluente diverso dalla soluzione per infusione con 50 mg/ml di glucosio (5%) o l’aggiunta di una sostanza ausiliaria batteriostatica come l’alcool benzilico può causare un precipitato con Doxorubicin Accord liposomal.
Stabilità
Il medicamento non dev’essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Doxorubicin Accord liposomal non contiene conservanti. Devono essere rigorosamente osservate condizioni asettiche. Dopo l’apertura del flaconcino, il concentrato per dispersione per infusione deve essere utilizzato immediatamente e gli eventuali residui devono essere smaltiti correttamente.
Stabilità dopo diluizione
Il preparato per infusione dopo diluizione (vedere sotto, «Indicazioni per la manipolazione») non contiene conservanti. La stabilità chimico-fisica durante l’uso è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura di 2-8°C. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all’uso deve essere utilizzato immediatamente dopo la diluizione/ricostituzione. Qualora ciò non sia possibile, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e generalmente non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2-8°C. I flaconcini aperti devono essere smaltiti in modo corretto.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8°C).
Non congelare.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Non utilizzare flaconcini che presentano segni di precipitazione o altre particelle.
Preparazione del preparato per infusione e somministrazione
Doxorubicin Accord liposomal non deve essere somministrato sotto forma di iniezione in bolo e.v., per via intramuscolare, sottocutanea né sotto forma di concentrato per infusione non diluito.
Determinare la dose di Doxorubicin Accord liposomal da somministrare (secondo la dose raccomandata e la superficie corporea del paziente). Prelevare dal flaconcino il volume corrispondente di Doxorubicin Accord liposomal usando una siringa sterile. Devono essere rigorosamente osservate condizioni asettiche, poiché Doxorubicin Accord liposomal non contiene conservanti né sostanze ausiliarie batteriostatiche.
Doxorubicin Accord liposomal concentrato per dispersione per infusione viene diluito con glucosio al 5% (50 mg/ml) prima della somministrazione: per dosi <90 mg con 250 ml e per dosi ≥90 mg con 500 ml.
Il preparato diluito viene somministrato per infusione endovenosa (tempo: vedere «Posologia/impiego», «Informazioni generali sulla posologia»). Non si devono usare filtri in linea.
Si raccomanda di collegare la linea di infusione contenente Doxorubicin Accord liposomal all’ingresso laterale di un’infusione endovenosa di glucosio al 5% (50 mg/ml) per un’ulteriore diluizione in modo da minimizzare il rischio di trombosi e stravaso. L’infusione può essere praticata attraverso una vena periferica. Doxorubicin Accord liposomal deve essere considerato un irritante locale, anche se molto raramente è stata osservata necrosi locale in seguito a stravaso. Se compaiono sintomi di stravaso (ad es. sensazione di bruciore, eritema), l’infusione deve essere interrotta immediatamente e riavviata in un’altra vena. Coprire la sede di stravaso con ghiaccio per circa 30 minuti può essere utile per alleviare la reazione locale.
Tra le somministrazioni di 2 medicamenti, il catetere venoso e la linea devono essere lavati con una soluzione di glucosio al 5% (50 mg/ml) per infusione.
Manipolazione di citostatici
Doxorubicin Accord liposomal deve essere manipolato con cautela. È necessario indossare i guanti. Se Doxorubicin Accord liposomal viene a contatto con la cute o le mucose, l’area deve essere lavata immediatamente e accuratamente con acqua e sapone.
Per la manipolazione di Doxorubicin Accord liposomal, la preparazione del preparato per infusione e lo smaltimento, osservare le linee guida per i citostatici.
Numero dell’omologazione
68961 (Swissmedic).
Confezioni
Doxorubicin Accord liposomal 20 mg/10 ml: 1 flaconcino (A)
Doxorubicin Accord liposomal 50 mg/25 ml: 1 flaconcino (A)
Titolare dell’omologazione
Accord Healthcare AG, 4103 Bottmingen.
Stato dell’informazione
Ottobre 2023