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Varivax®

Varivax®

MSD Merck Sharp & Dohme AG

 

Vaccino vivo della varicella

Composizione

Principi attivi

Virus della varicella, ceppo Oka/Merck (vivo attenuato, coltivato su cellule diploidi umane (MRC-5)).

Sostanze ausiliarie

Polvere: saccarosio, gelatina idrolizzata, urea, sodio cloruro, sodio glutammato, sodio fosfato dibasico anidro, potassio fosfato monobasico, potassio cloruro.

Altri componenti sono i seguenti residui legati alla produzione presenti in tracce: neomicina, componenti residui di cellule MRC-5 (compresi DNA e proteine), siero di vitello del terreno di coltura delle cellule MRC-5.

Solvente: acqua per preparazioni iniettabili.

Una dose contiene 0,96 mg di sodio e 0,04 mg di potassio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere e solvente per sospensione iniettabile (i.m. oppure s.c.). Siringa preriempita con solvente e flaconcino con polvere.

Volume totale dei contenitori: 1 ml siringa preriempita con solvente e 3 ml flaconcino con polvere.

Una dose (ca. 0,5 ml) di vaccino ricostituito contiene: virus della varicella (ceppo Oka/Merck) ≥1'350 UFP (unità formanti placca).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Varivax è indicato per l'immunizzazione attiva contro la varicella in soggetti di età pari o superiore ai 12 mesi (vedere Posologia/impiego e Proprietà/effetti).

Varivax può essere somministrato in particolari circostanze anche ai lattanti a partire dai 9 mesi, ad esempio quando negli schemi vaccinali nazionali è prevista una vaccinazione, oppure in situazioni di epidemia (vedere Posologia/impiego, Interazioni e Proprietà/effetti).

Varivax può essere somministrato anche ai soggetti suscettibili, nell'ambito della profilassi post-esposizione della varicella. La vaccinazione entro 3 giorni dall'esposizione può prevenire la comparsa di un'infezione clinicamente manifesta o attenuarne il decorso. Inoltre, sono disponibili dati limitati che dimostrano che anche una vaccinazione fino a 5 giorni dopo l'esposizione può attenuare il decorso dell'infezione (vedere Proprietà/effetti).

Varivax deve essere utilizzato secondo le raccomandazioni ufficiali per le vaccinazioni.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Bambini di età inferiore a 9 mesi

Varivax non va usato nei bambini sotto i 9 mesi.

Bambini dai 9 ai 12 mesi

Nelle situazioni in cui la vaccinazione viene praticata a un'età compresa tra 9 e 12 mesi, è necessaria una seconda dose da ca. 0,5 ml, che dovrebbe essere somministrata dopo un intervallo di almeno 3 mesi (vedere Proprietà/effetti).

Bambini dai 12 mesi ai 12 anni

Ai bambini dai 12 mesi ai 12 anni vengono somministrate 2 dosi da ca. 0,5 ml per garantire una protezione ottimale contro la varicella (vedere Proprietà/effetti). Tra la prima e la seconda dose di Varivax deve essere mantenuto un intervallo minimo di un mese. Negli studi clinici, gli intervalli tra le dosi erano da 1 mese a 6 anni (vedere Proprietà/effetti).

I soggetti di età compresa tra 12 mesi e 13 anni con infezione asintomatica da HIV (classe CDC 1) e una percentuale di linfociti T CD4+ specifica per l'età ≥25% devono ricevere due dosi da ca. 0,5 ml a distanza di 12 settimane.

Soggetti di età pari o superiore a 13 anni

Gli adolescenti di età pari o superiore a 13 anni e gli adulti ricevono due dosi da ca. 0,5 ml a distanza di 4 - 8 settimane. Se la somministrazione della prima dose risale a più di 8 settimane, la seconda dose va somministrata il più presto possibile. È possibile che una parte dei soggetti vaccinati sia adeguatamente protetta solo dopo la somministrazione della seconda dose.

Sono disponibili dati che documentano un'efficacia protettiva fino a 9 anni dopo la vaccinazione (vedere Proprietà/effetti). Tuttavia, non è stato ancora possibile stabilire la necessità di vaccinazioni di richiamo.

Se Varivax deve essere somministrato a pazienti sieronegativi prima della terapia immunosoppressiva, ad esempio prima di un trapianto d'organo previsto o nella fase di remissione da una malattia maligna, il momento della vaccinazione va scelto con cautela. Si deve tener conto dell'intervallo di tempo trascorso dopo la seconda dose di vaccino prima della massima protezione attesa (vedere Controindicazioni, Avvertenze e misure precauzionali e Proprietà/effetti).

Pazienti anziani

Non sono disponibili dati sull'efficacia protettiva o sulla risposta immunitaria dopo la somministrazione di Varivax a soggetti sieronegativi di età superiore a 65 anni.

Modo di somministrazione

Il vaccino deve essere ricostituito esclusivamente con l'acqua per preparazioni iniettabili contenuta nella siringa preriempita disponibile nel confezionamento.

A tale scopo, l'acqua per preparazioni iniettabili contenuta nella siringa preriempita viene trasferita completamente nel flaconcino perforabile contenente la polvere e miscelata a fondo agitando con cautela. Dopo la dissoluzione, l'intero contenuto del flaconcino perforabile viene aspirato nella stessa siringa preriempita.

Il vaccino viene somministrato per via intramuscolare o sottocutanea.

Il vaccino va somministrato nell'area del muscolo deltoide (sul lato esterno del braccio) nei bambini, negli adolescenti e negli adulti, e nella zona antero-laterale della coscia nei bambini piccoli.

Nei pazienti con trombocitopenia o disturbi della coagulazione, il vaccino viene somministrato per via sottocutanea.

Non iniettare per via endovenosa o per via intradermica.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota a un vaccino contro la varicella o ad uno qualsiasi degli altri componenti, comprese la gelatina e la neomicina.

Malattie ematologiche, leucemia, linfoma di qualsiasi tipo o altre malattie maligne del sangue e del sistema linfatico.

Terapia immunosoppressiva (compresi i corticosteroidi a dosi elevate).

Soggetti con immunodeficienza umorale o cellulare (congenita o acquisita), compresi quelli con ipogammaglobulinemia e quelli con AIDS, infezione sintomatica da HIV o una classe CDC 2 o superiore o una percentuale di linfociti T CD4+ specifica per l'età <25% (vedere Avvertenze e misure precauzionali).

Soggetti con anamnesi familiare di immunodeficienza congenita o ereditaria, a meno che non sia dimostrata l'immunocompetenza del soggetto da vaccinare.

Tubercolosi attiva non trattata.

Malattie febbrili con temperatura >38,5 °C; le temperature subfebbrili (≤38,5 °C) non rappresentano tuttavia una controindicazione.

Gravidanza (vedere anche Avvertenze e misure precauzionali e Gravidanza, allattamento).

Avvertenze e misure precauzionali

Come per tutti i vaccini somministrati per iniezione, dovrebbero essere disponibili adeguate misure mediche di trattamento e monitoraggio, nel caso di una rara reazione anafilattica a seguito della somministrazione del vaccino.

Una sincope (svenimento), talvolta associata a cadute, si può verificare dopo o anche prima di qualunque vaccinazione, specialmente negli adolescenti, come risposta psicogena all'iniezione con ago. Durante la fase di recupero può essere accompagnata da vari sintomi neurologici quali disturbi visivi transitori, parestesia e movimenti tonico-clonici degli arti. Pertanto, dopo la vaccinazione con Varivax i soggetti vaccinati devono essere tenuti sotto osservazione per circa 15 minuti. È importante adottare misure appropriate per evitare infortuni a causa dello svenimento.

Come altri vaccini, Varivax non protegge completamente tutti i soggetti vaccinati da un'infezione naturale da varicella. Negli studi clinici, è stato preso in esame solo l'efficacia protettiva da 6 settimane dopo una singola dose in soggetti vaccinati fino all'età di 13 anni compiuti o da 6 settimane dopo la seconda dose in soggetti di età superiore a 13 anni compiuti (vedere Proprietà/effetti).

Come per altri vaccini, possono insorgere reazioni di ipersensibilità al principio attivo, a una delle sostanze ausiliarie o anche ai residui di produzione presenti in tracce, quali gelatina e neomicina, componenti residui delle cellule MRC-5, compresi DNA e proteine, e siero di vitello del terreno di coltura delle cellule MRC-5.

Sono disponibili solo dati limitati sulla tollerabilità e l'efficacia del vaccino in soggetti di età pari o superiore a 12 mesi con infezione da HIV nota, con o senza segni di immunosoppressione. I soggetti di età compresa tra 12 mesi e 13 anni con infezione asintomatica da HIV (classe CDC 1) e una percentuale di linfociti T CD4+ specifica per l'età ≥25% possono tuttavia essere vaccinati con Varivax (vedere Controindicazioni).

Dopo la vaccinazione con Varivax, per 6 settimane non dovrebbero essere assunti preparati contenenti acido salicilico (vedere Interazioni).

Gravidanza, allattamento

Prima della vaccinazione di donne in età fertile deve essere esclusa la gravidanza. Dopo la somministrazione di Varivax dev'essere adottato una contraccezione sicura per 3 mesi (vedere Gravidanza, allattamento). Inoltre, l'uso di Varivax nelle madri che allattano non è generalmente raccomandato (vedere Gravidanza, allattamento).

Trasmissione

In alcuni casi il virus vaccinale in seguito a contatto può essere trasmesso da soggetti vaccinati sani, con o senza eruzione cutanea varicelliforme, a soggetti suscettibili sani, donne in gravidanza e soggetti immunosoppressi (vedere Effetti indesiderati). Sono state osservate anche infezioni da varicella generalizzate causate dimostratamente da virus vaccinale OKA/Merck, inclusa meningite, in soggetti immunocompetenti dopo contatto. Uno studio pubblicato ha evidenziato una trasmissione con rilevamento del virus vaccinale OKA/Merck in 4 di 88 fratelli dopo che ai fratelli vaccinati (bambini malati di leucemia) era stato precedentemente somministrato un vaccino antivaricella vivo attenuato. In questo studio è stata riscontrata sieroconversione in 15 fratelli sani, 11 fratelli sani dei quali presentavano un'eruzione cutanea varicelliforme. In un caso è stata osservata la trasmissione terziaria del virus vaccinale OKA/Merck.

Pertanto, i soggetti vaccinati dovrebbero evitare lo stretto contatto con soggetti suscettibili ad alto rischio, possibilmente fino a 6 settimane dopo la vaccinazione.

Se non è possibile evitare il contatto con soggetti ad alto rischio, prima della somministrazione del vaccino bisogna valutare il rischio potenziale di trasmissione del virus del vaccino rispetto al rischio di contrarre e trasmettere il virus selvaggio della varicella (vedere Effetti indesiderati).

I soggetti suscettibili ad alto rischio comprendono:

·soggetti immunoincompetenti (vedere Controindicazioni);

·donne in gravidanza senza anamnesi documentata di varicella o senza evidenza di una precedente infezione documentata da prove di laboratorio (vedere Controindicazioni e Gravidanza, allattamento);

·neonati di madri senza anamnesi documentata di varicella o senza evidenza di una precedente infezione documentata da prove di laboratorio (vedere Gravidanza, allattamento).

Encefalite

Sono stati segnalati casi di encefalite dopo l'introduzione sul mercato di vaccini contro la varicella (vivi, attenuati). In alcuni casi, sono stati osservati esiti fatali, in particolare in persone immunocompromesse (vedere rubrica Controindicazioni). Ai soggetti vaccinati o ai genitori/tutori deve essere raccomandato di rivolgersi immediatamente a un medico qualora, dopo la vaccinazione, si manifestano sintomi indicativi di encefalite, quali perdita o riduzione dei livelli di coscienza, convulsioni o atassia, in particolare accompagnati da febbre e cefalea.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente «senza sodio». Contiene meno di 1 mmol (39 mg) di potassio per dose, cioè essenzialmente «senza potassio».

Interazioni

Varivax non deve essere miscelato nella stessa siringa con altri vaccini o medicamenti. Altri vaccini o medicamenti somministrati per iniezione devono essere somministrati in una siringa separata e in punti diversi del corpo.

Altre interazioni

Somministrazione concomitante con altri vaccini

Varivax è stato somministrato nei bambini in concomitanza, ma in siti diversi di iniezione, con il vaccino combinato del morbillo, parotite e rosolia, con il vaccino coniugato dell'Haemophilus influenzae di tipo b, con il vaccino dell'epatite B, con il vaccino di difterite, tetano e pertosse a cellule intere e con il vaccino antipolio orale. Non c'è stata evidenza di una differenza clinicamente rilevante nella risposta immunitaria a nessuno dei singoli antigeni quando co-somministrati con Varivax. Nel caso in cui il vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) non venga somministrato contemporaneamente con il vaccino vivo del morbillo, parotite e rosolia, si dovrebbe osservare un intervallo di un mese tra la somministrazione dei due vaccini vivi. Non è necessario osservare intervalli in caso di vaccinazioni con vaccini inattivati.

Non è stata valutata la somministrazione concomitante di Varivax con i vaccini tetra-, penta- ed esavalenti contenenti vaccini di difterite, tetano e pertosse acellulare (DTaP).

Dopo trasfusioni di sangue o plasma o dopo somministrazione di immunoglobulina umana o immunoglobulina di varicella-zoster (VZIG), la vaccinazione deve essere posticipata di almeno cinque mesi.

La somministrazione di prodotti ematici contenenti anticorpi contro il virus della varicella zoster incluse VZIG o altri preparati a base di immunoglobuline, entro un mese dalla somministrazione di Varivax può indebolire la risposta immunitaria al vaccino e quindi ridurre la sua efficacia protettiva. Pertanto, la somministrazione di tali prodotti deve essere evitata per un mese dopo la vaccinazione, a meno che la somministrazione non sia strettamente necessaria.

Dopo la vaccinazione con Varivax, non vanno assunti preparati contenenti acido salicilico per 6 settimane, perché dopo l'uso di salicilati durante un'infezione naturale da varicella è stata segnalata la comparsa della sindrome di Reye.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono stati condotti studi con il vaccino su donne in gravidanza. Non è noto se il vaccino può causare danni al feto o compromettere la capacità riproduttiva quando somministrato in gravidanza. Tuttavia, l'infezione naturale da varicella durante la gravidanza può causare danni al feto e sussiste un aumento del rischio di herpes zoster nel primo anno di vita. I neonati possono inoltre sviluppare una forma grave di varicella.

Pertanto, le donne in gravidanza non devono essere vaccinate con Varivax (vedere Controindicazioni). Prima della vaccinazione di donne in età fertile deve essere esclusa la gravidanza. Dopo la somministrazione di Varivax dev'essere adottata una contraccezione sicura per 3 mesi.

Allattamento

A causa del rischio teoricamente possibile di trasmissione del virus del vaccino dalla madre al lattante, la somministrazione di Varivax non è generalmente raccomandata per le madri che allattano (vedere Avvertenze e misure precauzionali). Deve essere valutata individualmente, caso per caso, l'opportunità della vaccinazione dopo esposizione delle madri che allattano che non hanno mai contratto la varicella o che hanno dimostrato di essere sieronegative alla varicella.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

È improbabile che Varivax riduca la capacità di condurre un veicolo o di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Profilo generale di tollerabilità del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck)

Negli studi clinici, il vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) sia nella formulazione congelata che in quella stabile a temperatura refrigerata, è stato somministrato per via sottocutanea a circa 17'000 probandi sani di età pari o superiore a 12 mesi, che sono stati monitorati sino a 42 giorni dopo ciascuna dose. In soggetti sieropositivi non sembra sussistere alcun aumento del rischio di eventi indesiderati dopo la somministrazione di Varivax. La tollerabilità del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) nella formulazione stabile a temperatura refrigerata, era comparabile a quella di formulazioni precedenti.

In uno studio in doppio-cieco controllato verso placebo su 956 probandi sani di età compresa tra 12 mesi e 14 anni, di cui 914 si sono dimostrati sieronegativi alla varicella, i soli effetti indesiderati riportati con una significativa maggiore frequenza in coloro che avevano ricevuto il vaccino rispetto a coloro che avevano ricevuto il placebo, sono stati dolore (26,7% contro 18,1%) e arrossamento (5,7% contro 2,4%) al sito di iniezione e un'eruzione cutanea generalizzata tipo varicella (2,2% contro 0,2%).

In uno studio clinico, sono stati vaccinati 752 bambini con Varivax per via intramuscolare (n=374) o sottocutanea (n=378). Il profilo degli effetti collaterali delle due vie di somministrazione è risultato comparabile. Tuttavia, le reazioni al sito di iniezione sono state meno frequenti nel gruppo i.m. (20,9%) rispetto al gruppo s.c. (34,3%).

Negli studi clinici nei quali la causalità è stata valutata su un totale di 5'185 probandi sono stati riportati i seguenti eventi indesiderati in relazione temporale con la vaccinazione; sono stati utilizzati i seguenti dati di frequenza: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000).

Soggetti sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (1 dose di vaccino):

Infezioni e infestazioni

Comune: infezioni delle vie respiratorie superiori.

Non comune: influenza, gastroenterite, otite, otite media, faringite, varicella, esantema virale, infezione virale.

Raro: infezione, candidosi, malattia simil-influenzale.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: linfoadenopatia, linfoadenite, trombocitopenia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: anoressia.

Disturbi psichiatrici

Comune: irritabilità.

Non comune: pianto, insonnia, disturbi del sonno.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: mal di testa, sonnolenza.

Raro: apatia, nervosismo, irrequietezza, ipersonnia, anomalie del sogno, sbalzi emotivi, andatura instabile, convulsioni febbrili, tremore.

Patologie dell'occhio

Non comune: congiuntivite.

Raro: congiuntivite acuta, lacrimazione, edema palpebrale, irritazioni.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro: dolori auricolari.

Patologie vascolari

Raro: stravaso.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: tosse, ostruzione delle vie nasali e respiratorie, rinorrea.

Raro: sinusite, starnuti, congestione del polmone, sangue dal naso, rinite, sibili respiratori, bronchite, infezioni delle vie respiratorie, polmonite.

Patologie gastrointestinali

Non comune: diarrea, vomito.

Raro: dolori addominali, nausea, meteorismo, ematochezia (sangue nelle feci), ulcera del cavo orale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, eruzione tipo morbillo o rosolia, eruzione tipo varicella (in media 5 efflorescenze).

Non comune: dermatite da contatto, dermatite da pannolino, eritema, miliaria rubra, prurito, orticaria.

Raro: arrossamento del viso, vescicole, dermatite atopica, eczema, acne, herpes simplex, eruzione tipo orticaria, contusione, dermatite, esantema da medicamenti, impetigine, infezione della cute, morbillo.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Raro: dolori degli arti, dolori muscolari, dolori del bacino, delle gambe o della nuca, rigidità.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: febbre (15,9%).

Comune: arrossamento, eruzione cutanea, dolore/tensione dolorosa/dolorabilità, gonfiore ed eruzione tipo varicella (in media 2 efflorescenze al sito di iniezione).

Non comune: astenia/stanchezza, ecchimosi, ematoma e indurimento del sito di iniezione, malessere.

Raro: eczema, noduli, calore, eruzione tipo orticaria, alterazioni del colorito, infiammazione, rigidità, traumatismi e cute screpolata/secca al sito di iniezione, edema/gonfiore, dolore/tensione dolorosa/dolorabilità, sensazione di caldo, calore al tatto, emorragia interna per puntura vasale.

Soggetti sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (sono state somministrate 2 dosi a distanza di almeno 3 mesi l'una dall'altra)

I seguenti eventi indesiderati gravi associati temporalmente alla vaccinazione con vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) sono stati segnalati in soggetti di età compresa tra 12 mesi e 12 anni: diarrea, convulsioni febbrili, febbre, artrite post-infettiva, vomito.

La frequenza delle reazioni sistemiche dopo una seconda dose di Varivax è stata in generale uguale o inferiore a quella osservata dopo la prima dose. Le reazioni al sito di iniezione (soprattutto eritema e gonfiore) sono state più frequenti dopo una seconda dose (vedere Proprietà/effetti).

Soggetti sani di età pari o superiore a 13 anni (la maggioranza dei quali aveva ricevuto 2 dosi a distanza di 4 - 8 settimane l'una dall'altra)

Nei vaccinati di età pari o superiore a 13 anni un nesso di causalità non è stato valutato, con l'eccezione degli eventi indesiderati gravi. Tuttavia, negli studi clinici (1'648 vaccinati), i seguenti eventi indesiderati sono stati associati temporalmente con la vaccinazione:

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea generalizzata tipo varicella (in media 5 efflorescenze).

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: febbre ≥37,7 °C (misurazione orale) (10,2%), eritema al sito di iniezione (17,0%), dolorabilità (25,9%) e gonfiore (14,1%).

Comune: eruzione cutanea al sito di iniezione, prurito, eruzione cutanea generalizzata tipo varicella (in media 5 efflorescenze).

Non comune: ecchimosi al sito di iniezione, ematoma, indurimento, intorpidimento, calore.

Raro: sensazione di pesantezza, iperpigmentazione, rigidità.

Pazienti anziani

Durante gli studi clinici, non sono state rilevate differenze di tolleranza al vaccino fra le persone anziane (di età pari o superiore a 65 anni) e quelle più giovani.

Casi di herpes zoster in studi clinici

12 casi di herpes zoster sono stati riportati in studi clinici condotti su un totale di 9'543 soggetti vaccinati di età compresa tra 12 mesi e 13 anni con un follow-up eseguito su 84'414 persone-anno. Ciò corrisponde ad una frequenza di almeno 14 casi su 100'000 persone-anno, rispetto a 77 casi su 100'000 persone-anno dopo infezione con il virus selvaggio della varicella. In 1'652 soggetti vaccinati di età pari o superiore a 13 anni sono stati riportati 2 casi di herpes zoster. Tutti i 14 casi riportati, sono risultati di lieve entità e senza sequele. L'effetto a lungo termine del vaccino vivo per la varicella (ceppo Oka/Merck) sull'incidenza di herpes zoster è tuttora sconosciuto, soprattutto nei soggetti da vaccinare con esposizione al virus selvaggio della varicella.

In un altro studio clinico effettuato in soggetti di età compresa tra 12 mesi e 12 anni, sono stati riportati due casi di herpes zoster nel gruppo che aveva ricevuto una dose di vaccino e nessun caso è stato riportato nel gruppo che aveva ricevuto due dosi. I soggetti vaccinati sono stati seguiti per 10 anni dopo la vaccinazione.

Somministrazione del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) in concomitanza con altri vaccini pediatrici

Quando il vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) è stato somministrato in concomitanza con il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (M-P-R-II) nei bambini piccoli di età compresa tra 12 e 23 mesi è stata riportata febbre (≥38,9 °C, valore equivalente quando la febbre è stata misurata per via orale, nel periodo da 0 a 42 giorni dalla vaccinazione) nel 26 - 40% dei casi.

Studi clinici dopo l'omologazione

In uno studio post-marketing, è stata esaminata la tolleranza a breve termine al vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) in circa 86'000 soggetti vaccinati di età compresa tra 12 mesi e 13 anni e in 3'600 probandi di età pari o superiore a 13 anni per un periodo di 30 - 60 giorni dopo la vaccinazione. Non sono stati segnalati eventi indesiderati gravi correlati alla vaccinazione.

Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato

Nell'ambito dell'osservazione post-marketing mondiale, sono stati segnalati spontaneamente i seguenti effetti collaterali in relazione temporale alla vaccinazione con Varivax. Poiché questi dati si basano su segnalazioni spontanee di un gruppo di popolazione di dimensioni sconosciute, non è sempre possibile fare una stima attendibile in merito alla frequenza o stabilire un nesso causale con la vaccinazione. Di conseguenza, la frequenza di questi effetti collaterali viene classificata come «non nota».

Infezioni e infestazioni

Faringite, polmonite*; varicella (causata dal vaccino), herpes zoster*.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Anemia aplastica; trombocitopenia (inclusa l'ITP), linfoadenopatia.

Disturbi del sistema immunitario

Anafilassi (incluso lo shock anafilattico), edema angioneurotico, edema facciale ed edemi periferici; anafilassi nei soggetti con o senza anamnesi allergica.

Patologie del sistema nervoso

Encefalite*†‡, apoplessia; convulsioni febbrili e non febbrili; sindrome di Guillain-Barré; mielite trasversa; paralisi di Bell; atassia*; capogiro/stordimento; parestesia; meningite asettica, meningite, sincope.

Patologie dell'occhio

Retinite necrotizzante (segnalata solo nei pazienti immunosoppressi).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Polmonite.

Patologie gastrointestinali

Nausea, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Sindrome di Stevens-Johnson; eritema essudativo multiforme; porpora di Schönlein-Henoch; infezioni batteriche secondarie della cute e dei tessuti molli, comprese impetigine e cellulite.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Irritabilità.

* Questi eventi indesiderati, riportati a seguito della somministrazione del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck), si presentano anche a seguito dell'infezione con il virus selvaggio della varicella. Negli studi post-marketing e nei rapporti sull'esperienza post-marketing (vedere Proprietà/effetti e Studi clinici dopo l'omologazione) non vi sono evidenze che questi eventi indesiderati si presentino più frequentemente dopo la vaccinazione che nella malattia contratta con il virus selvaggio della varicella.

 Oltre la metà dei casi riguardava infezioni da ceppo vaccinale Oka/Merck rilevate mediante PCR e sono stati osservati principalmente in soggetti con anamnesi di immunocompetenza, che erano stati vaccinati anni prima con 1 o 2 dosi di vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck). Le infezioni da ceppo vaccinale Oka/Merck sono comparse da 20 mesi a 12 anni dopo la vaccinazione con un vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck).

In generale, le eruzioni cutanee post-vaccinali dalle quali è stato isolato il ceppo virale Oka/Merck sono risultate di lieve entità (vedere Proprietà/effetti).

 Encefalite è stata segnalata dopo la vaccinazione con vaccini contro la varicella (vivi, attenuati). In alcuni casi sono stati osservati esiti fatali, in particolare in persone immunocompromesse (vedere rubrica Avvertenze e misure precauzionali).

Trasmissione

Più di 420 casi segnalati durante la sorveglianza post-marketing (dati aggiornati a settembre 2019), in parte con riscontro del ceppo vaccinale OKA/Merck mediante PCR, e i dati di uno studio pubblicato indicano che in alcuni casi il virus vaccinale OKA/Merck può trasmettersi a soggetti sani, donne in gravidanza e soggetti immunosoppressi venuti a contatto con soggetti vaccinati (con o senza eruzione cutanea varicelliforme). Sono state osservate anche infezioni da varicella generalizzate, causate dimostratamente da virus vaccinale OKA/Merck, inclusa meningite, in soggetti immunocompetenti venuti a contatto con soggetti vaccinati (vedere Avvertenze e misure precauzionali).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

È stata riportata la somministrazione accidentale di una dose superiore a quella raccomandata di vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) (una dose più elevata di quanto raccomandato, più di una dose, un intervallo troppo breve tra le singole dosi di vaccino). In questi casi sono stati segnalati i seguenti eventi: arrossamento al sito di iniezione, dolorabilità, infiammazione; irritabilità; disturbi gastrointestinali (p.es. ematemesi, vomito fecaloide, gastroenterite con vomito e diarrea); tosse e infezione virale. Nessuno dei suddetti casi ha avuto sequele a lungo termine.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J07BK01

Meccanismo d'azione

Non pertinente.

Farmacodinamica

Non pertinente.

Efficacia clinica

Efficacia clinica nei bambini sotto i 12 mesi

L'efficacia clinica non è stata esaminata per le vaccinazioni somministrate a un'età inferiore ai 12 mesi.

Regime di vaccinazione di una dose in soggetti sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni

Negli studi clinici effettuati utilizzando precedenti formulazioni del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) a dosi di circa 1'000 - 17'000 unità formanti placca (UFP), la maggior parte dei soggetti vaccinati, dopo esposizione al virus selvaggio della varicella, è risultata completamente protetta dalla varicella o ha presentato una forma più lieve della malattia.

L'efficacia protettiva del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) somministrato per via sottocutanea a partire da 42 giorni dopo la vaccinazione, è stata valutata in tre modi diversi:

1.attraverso uno studio in doppio-cieco controllato verso placebo della durata di due anni (N=956; efficacia 95 - 100%; 17'430 UFP);

2.attraverso la valutazione della protezione dalla malattia a seguito dell'esposizione intrafamiliare in un periodo di osservazione da 7 a 9 anni (N=259; efficacia 81 - 88%; 1'000 - 9'000 UFP);

3.confrontando la frequenza della varicella nei soggetti vaccinati per un periodo di 7 - 9 anni, rispetto ai dati di controlli storici dal 1972 al 1978 (N=5'404; efficacia 83 - 94%; 1'000 - 9'000 UFP).

In 9'202 vaccinati di età compresa tra 12 mesi e 12 anni che avevano ricevuto una dose di vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) sono stati osservati 1'149 casi di infezione contratta dopo più di 6 settimane dalla vaccinazione in un periodo di 13 anni. Di questi 1'149 casi, 20 (1,7%) sono stati classificati come gravi (numero di efflorescenze ≥300, temperatura corporea ≥37,8 °C, misurata per via orale). Rispetto alla percentuale del 36% di casi gravi a seguito dell'infezione da virus selvaggio della varicella nel gruppo storico di controllo non vaccinato, questo valore corrisponde a una regressione relativa della percentuale di casi gravi del 95%.

La profilassi post-esposizione della varicella fino a 3 giorni dopo l'esposizione, è stata analizzata in due piccoli studi controllati. Nel primo studio, è stato dimostrato che nessuno dei 17 bambini dopo esposizione in ambiente familiare ha contratto la varicella, mentre si sono ammalate tutte le 19 persone non vaccinate con cui sono venute a contatto. In un secondo studio controllato verso placebo sulla profilassi post-esposizione della varicella, 1 bambino vaccinato su 10 ha contratto la varicella, rispetto a 12 bambini su 13 nel gruppo placebo. In uno studio ospedaliero non controllato, 148 pazienti, di cui 35 immunodeficienti, hanno ricevuto una dose di vaccino della varicella entro 3 giorni dall'esposizione e nessuno dei vaccinati ha contratto la varicella.

I dati pubblicati disponibili sull'eventuale protezione contro la varicella conferita dalla vaccinazione post-esposizione somministrata anche dopo 4 - 5 giorni sono limitati. È stato condotto uno studio in doppio-cieco controllato verso placebo su 26 fratelli suscettibili di bambini affetti da varicella. Su 13 bambini vaccinati, 4 (30,8%) hanno contratto la varicella; di questi, 3 bambini erano stati vaccinati 4 o 5 giorni dopo l'esposizione. Tuttavia, il decorso della malattia è stato di lieve entità (1, 2 e 50 efflorescenze). Al contrario, 12 bambini su 13 (92,3%) del gruppo placebo hanno presentato la varicella tipica (60 - 600 efflorescenze). Pertanto, anche la vaccinazione somministrata 4 - 5 giorni dopo l'esposizione potrebbe attenuare il corso dei casi di varicella secondari.

Regime di vaccinazione a due dosi in soggetti sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni

In uno studio clinico, è stata confrontata l'efficacia dopo la somministrazione di 1 dose (N = 1'114) o 2 dosi a 3 mesi di distanza (N = 1'102). L'efficacia stimata contro i casi di varicella di qualunque grado di severità nel corso di un periodo di osservazione di 10 anni è stata del 94% dopo 1 dose e del 98% dopo 2 dosi (p < 0,001). La frequenza cumulativa dei casi di varicella nell'arco del periodo di osservazione di 10 anni è stata del 7,5% dopo 1 dose e del 2,2% dopo 2 dosi. La maggior parte dei casi di varicella riportati dopo 1 e anche dopo 2 dosi è stata di lieve entità.

Regime di vaccinazione a due dosi in soggetti sani di età pari o superiore a 13 anni

L'efficacia protettiva dopo la somministrazione di due dosi a distanza di 4 a 8 settimane l'una dall'altra in soggetti di età pari o superiore a 13 anni è stata valutata sulla base dell'esposizione intrafamiliare in un arco di tempo di 6 - 7 anni dalla vaccinazione. Il tasso dell'efficacia clinica è stato tra circa l'80 e il 100%.

Immunogenicità del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck)

Regime di vaccinazione a una dose in soggetti sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni

Studi clinici hanno dimostrato che l'immunogenicità del vaccino stabile a temperatura refrigerata è paragonabile a quella delle formulazioni precedenti.

È stato dimostrato che un titolo di anticorpi ≥5 unità gpELISA (gpELISA è un test molto sensibile non disponibile in commercio) dopo 6 settimane dalla vaccinazione correla approssimativamente con l'efficacia clinica protettiva. Non è noto tuttavia, se un titolo di anticorpi ≥0,6 unità gpELISA correli con una protezione a lungo termine.

Risposta immunitaria di tipo umorale nei soggetti vaccinati di età compresa tra 12 mesi e 12 anni

Una sieroconversione, basata su un limite di rilevamento corrispondente in generale a ≥0,6 unità gpELISA, è stata osservata nel 98% dei 9'610 soggetti vaccinati suscettibili di età compresa tra 12 mesi e 12 anni che avevano ricevuto dosi di vaccino da 1'000 a 50'000 UFP. Titoli di anticorpi contro la varicella ≥5 unità gpELISA, sono stati indotti approssimativamente nell'83% dei soggetti vaccinati.

Dopo la somministrazione della formulazione stabile a temperatura refrigerata di Varivax (8'000 o 25'000 UFP/dose) in bambini di età compresa tra 12 e 23 mesi sono stati indotti dei titoli di anticorpi contro la varicella ≥5 unità gpELISA, a distanza di 6 settimane dalla vaccinazione, nel 93% dei soggetti vaccinati.

Risposta immunitaria di tipo umorale in soggetti di età pari o superiore a 13 anni

In diversi studi clinici condotti su 934 probandi di età pari o superiore a 13 anni che erano stati vaccinati con vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) a dosi di circa 900 - 17'000 UFP, il tasso di sieroconversione (titolo di anticorpi ≥0,6 unità gpELISA) dopo una dose di vaccino era compreso tra il 73 e il 100%; il 22 - 80% dei soggetti vaccinati presentava titoli di anticorpi ≥5 unità gpELISA.

Dopo la somministrazione di 2 dosi di vaccino in 601 soggetti a un dosaggio di circa 900 - 9'000 UFP, il tasso di sieroconversione era compreso tra il 97 e il 100%; il 76 - 98% dei soggetti vaccinati presentava titoli di anticorpi ≥5 unità gpELISA.

Non sono disponibili dati circa la risposta immunitaria dopo la somministrazione di Varivax in soggetti di età pari o superiore a 65 anni sieronegativi al virus della varicella zoster.

L'immunità di tipo umorale in base alla via di somministrazione

In uno studio comparativo condotto su 752 soggetti che avevano ricevuto Varivax per via intramuscolare o per via sottocutanea, l'immunogenicità era simile per entrambe le vie di somministrazione.

Regime di vaccinazione a due dosi in soggetti sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni

In uno studio multicentrico, bambini sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni hanno ricevuto 1 dose o 2 dosi di Varivax somministrate per via sottocutanea a distanza di 3 mesi l'una dall'altra. I risultati di immunogenicità sono riassunti nella seguente tabella:

 

Varivax
regime a 1 dose
(N = 1'114)

Varivax
regime a 2 dosi
(N = 1'102)

6 settimane dopo la vaccinazione

6 settimane dopo la 1a dose

6 settimane dopo la 2a dose

Tasso di sieroconversione

98,9% (882/892)

99,5% (847/851)

99,9% (768/769)

Percentuale con titoli anticorpali VZV ≥5 unità gpELISA/ml (tasso di sieroprotezione)

84,9% (757/892)

87,3% (743/851)

99,5% (765/769)

Media geometrica (unità gpELISA/ml)

12,0

12,8

141,5

 

I risultati di questo e di altri studi, in cui era stata somministrata una seconda dose di vaccino in un periodo di tempo compreso tra 3 - 6 anni dopo la prima dose, mostrano un aumento significativo del titolo di anticorpi VZV dopo la seconda dose. I titoli di anticorpi VZV dopo la somministrazione di 2 dosi a distanza di un periodo di tempo compreso tra 3 e 6 anni sono paragonabili a quelli ottenuti dopo la somministrazione di 2 dosi a distanza di 3 mesi l'una dall'altra. I tassi di sieroconversione sono stati circa del 100% sia dopo la prima sia anche dopo la seconda dose. I tassi di sieroprotezione (≥5 unità gpELISA/ml) sono stati circa dell'85% dopo la prima dose e del 100% dopo la seconda dose; la media geometrica della concentrazione anticorpale (valore GMT) è aumentata di circa 10 volte dopo la seconda dose (vedere paragrafo Effetti indesiderati riguardo alla sicurezza).

Schema vaccinale a due dosi nelle persone sane di età compresa tra i 9 e i 12 mesi al momento della prima dose

È stato condotto uno studio clinico con il vaccino combinato contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (Oka/Merck) MMRV con virus della varicella, ceppo Oka/Merck ≥9'770 PFU vs Varivax con virus della varicella, ceppo Oka/Merck ≥1'350 PFU con un regime vaccinale a 2 dosi; le dosi sono state somministrate a un intervallo di 3 mesi in 1'620 probandi sani di età compresa tra i 9 e i 12 mesi al momento della prima dose. Il profilo di sicurezza dopo la somministrazione delle dosi 1 e 2 è stato in generale comparabile in tutti i gruppi di età. L'esame del set di analisi completo (probandi sani vaccinati, indipendentemente dal titolo anticorpale all'inizio dello studio) ha mostrato che indipendentemente dall'età delle persone vaccinate alla somministrazione della prima dose, dopo la somministrazione della dose 2 sono stati raggiunti tassi di sieroprotezione del 100% contro la varicella. I tassi di sieroprotezione e la media geometrica dei titoli (GMT) contro la varicella per l'intero set di dati esaminato sono riportati nella tabella 1. Il set di analisi completo (Full Analysis Set, FAS) (età di 9 mesi n=523) è stato un'analisi di supporto dello studio MRV02C con ProQuad, ma l'analisi principale nella popolazione per protocollo (PPP) ha mostrato risultati simili in una popolazione più piccola di soli probandi sani sieronegativi all'inizio dello studio (età di 9 mesi n=220). Non sono disponibili dati con Varivax nel gruppo di età di 9 mesi.

Tabella 1

 

Vaccino MMRV

Dose 1 a 9 mesi / Dose 2 a 12 mesi

(N = 527)

Vaccino MMRV

Dose 1 a 11 mesi / Dose 2 a 14 mesi

(N = 480)

Vaccino MMRV

Dose 1 a 12 mesi / Dose 2 a 15 mesi

(N = 466)

 

6 settimane dopo la 1a dose

6 settimane dopo la 2a dose

6 settimane dopo la 1a dose

6 settimane dopo la 2a dose

6 settimane dopo la 1a dose

6 settimane dopo la 2a dose

Tassi di sieroprotezione contro la varicella [IC 95%]

(titolo ≥5 unità gpELISA/ml)

93,1%

[90,6; 95,1]

100%

[99,3; 100]

97,0%

[95,1; 98,4]

100%

[99,2; 100]

96,5%

[94,4; 98,0]

100%

[99,2; 100]

Media geometrica dei titoli [IC 95%]

(unità

gpELISA/ml)

12

[12; 13]

321

[293; 352]

15

[14; 15]

411

[376; 450]

15

[14; 15]

481

[441; 526]

 

Durata dell'immunità

Regime a una dose in soggetti di età compresa tra 12 mesi e 12 anni

Negli studi clinici a lungo termine su soggetti sani di età compresa tra 12 mesi e 12 anni che avevano ricevuto una singola dose del vaccino, gli anticorpi della varicella erano rilevabili dopo 1 anno dalla vaccinazione nel 99,1% (3'092/3'120) (≥0,6 unità gpELISA), dopo 2 anni nel 99,4% (1'382/1'391), dopo 3 anni nel 98,7% (1'032/1'046), dopo 4 anni nel 99,3% (997/1'004), dopo 5 anni nel 99,2% (727/733) e dopo 6 anni nel 100% (432/432) dei casi.

Regime a due dosi in soggetti di età compresa tra 12 mesi e 12 anni

Nell'arco del periodo di osservazione di 9 anni, i valori GMT e la percentuale di probandi con titoli anticorpali VZV ≥5 unità gpELISA/ml (tasso di sieroprotezione) erano più elevati nei soggetti che avevano ricevuto 2 dosi rispetto a quelli che avevano ricevuto 1 dose per il primo anno del periodo di osservazione e comparabili durante l'intero periodo di osservazione successivo. Il tasso cumulativo di persistenza dell'anticorpo VZV è stato molto elevato per entrambi i regimi di vaccinazione nel 9° anno (99,0% nel regime a una dose, 98,8% nel regime a 2 dosi).

Soggetti di età pari o superiore a 13 anni

Negli studi clinici a lungo termine su soggetti sani di età pari o superiore a 13 anni che avevano ricevuto due dosi di Varivax per via sottocutanea, gli anticorpi della varicella erano rilevabili dopo 1 anno dalla vaccinazione nel 97,9% (568/580) (≥0,6 unità gpELISA), dopo 2 anni nel 97,1% (34/35), dopo 3 anni nel 100% (144/144), dopo 4 anni nel 97,0% (98/101), dopo 5 anni nel 97,5% (78/80) e dopo 6 anni nel 100% (45/45) dei casi.

Dopo l'esposizione al virus selvaggio della varicella, è stato osservato un rapido aumento del titolo di anticorpi nei soggetti vaccinati. Ciò potrebbe spiegare la lunga persistenza degli anticorpi dimostrata in questi studi. Non è nota la durata dell'immunità dopo somministrazione del vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) senza esposizione al virus selvaggio (vedere Posologia/impiego).

È stato possibile dimostrare la presenza di una memoria immunologica, somministrando un richiamo con un vaccino vivo della varicella (ceppo Oka/Merck) 4 - 6 anni dopo la prima vaccinazione in 419 soggetti che avevano ricevuto la prima dose all'età di 1 - 17 anni. La media geometrica prima della somministrazione della vaccinazione di richiamo era di 25,7 unità gpELISA/ml ed è aumentata a 143,6 unità gpELISA/ml circa 7 - 10 giorni dopo la vaccinazione di richiamo.

Farmacocinetica

Assorbimento

Distribuzione

Metabolismo

Eliminazione

Non pertinente.

Dati preclinici

Non sono stati condotti studi preclinici tradizionali sulla sicurezza. Oltre ai dati di sicurezza clinica già descritti in altri paragrafi, non vi sono altri aspetti considerati rilevanti per la sicurezza clinica.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, il vaccino non va miscelato con altri medicamenti.

Stabilità

Il vaccino non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore della polvere e sulla confezione esterna.

Stabilità dopo apertura

Il vaccino deve essere somministrato immediatamente dopo la sua ricostituzione. Il vaccino ricostituito può essere tuttavia conservato, se necessario, per un massimo di 30 minuti a una temperatura compresa tra +20 °C e +25 °C.

Dal momento della preparazione a quello dell'uso, il vaccino non deve essere conservato per più di 30 minuti a una temperatura compresa tra +20 °C e +25 °C.

Smaltire il vaccino ricostituito che non è stato utilizzato entro 30 minuti.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare in frigorifero (2-8 °C) (senza interrompere la catena del freddo).

Non congelare.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

00688 (Swissmedic)

Confezioni

Confezione contenente 1 flaconcino perforabile con la polvere e 1 siringa preriempita con il solvente.

Flaconcino

Flaconcino da 3 ml (vetro tipo I) con tappo in gomma butilica e sigillo flip-off (alluminio).

Siringa preriempita

Siringa preriempita da 1 ml (vetro tipo I) con stantuffo (gomma butilica) e cappuccio di protezione (gomma stirene-butadiene).

Categoria di dispensazione B (obbligo di prescrizione).

Titolare dell’omologazione

MSD Merck Sharp & Dohme AG, Lucerna.

Stato dell'informazione

Ottobre 2025

V210-RCN000028567-CH